Larry King lascia


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Ieri mattina, mentre come al solito bevevo il caffè, ho fatto un giro su Internet per cercare una notizia di gossip interessante. Niente da fare, tutte notizie, a mio parere, banali, gente che si sposa, si separa, si cornifica (pare che l'Italia sia il paese dei cornuti), i politici che si insultano a vicenda e non importa se per televisione oppure tramite i giornali. Scoraggiata, ho spento il mio portatile e ho acceso la tv. Con il passaggio al digitale terrestre ho scoperto un sacco di canali nuovi ed estremamente interessanti e così mentre facevo zapping tra un canale e l'altro, ho sentito una notiziona.

Larry King lascia, dopo ben venticinque anni di conduzione, il suo programma. Allora ho pensato, perché non fare un giro in rete e documentarmi meglio su questo personaggio? Più o meno sapevo già chi fosse. L'anno in cui avevo trascorso tre mesi circa negli Stati Uniti mi capitava la sera di scorrere i numerosi canali televisivi e ogni tanto mi soffermavo sul suo programma, non perché fosse tanto interessante (all'epoca io avevo diciassette anni e guardavo altro) quanto per il fatto che era lo show più seguito degli Stati Uniti. Dato che ho sempre ritenuto il piccolo schermo lo specchio di una società mi sono detta, vediamo di capire come sono questi americani. Che cosa guardano? Se ci penso ora, a quasi quattordici anni di distanza mi chiedo se una trasmissione come "Uomini e donne" passerebbe da loro? Non c'è niente da fare, per alcune cose gli americani sono lontani da noi anni luce e ho la netta sensazione che i nostri mondi non si incontreranno mai (e forse è meglio così, a ognuno il suo).

Non so quanto in Italia sia conosciuto Larry King. Azzardo un paragone con Bruno Vespa, giusto per darvi un'idea. King è considerato come la versione maschile di Oprah Winfrey negli States. Sapete chi è Oprah, vero? Larry rappresenta la storia della televisione americana, come da noi era Mike Bongiorno, Corrado oppure Raimondo Vianello. Forse è meglio che mi fermo qui, prima di gufargliela sul serio.

L'ultimo show di Larry, andato in onda giovedì 16 dicembre 2010, ha avuto un audience di 22 milioni di telespettatori e questo la dice lunga sulla sua qualità e forse anche sulla cultura degli americani. Gli ospiti in studio e quelli in collegamento erano illustri (come sempre del resto) e tanti. Ognuno ha voluto dare un contributo allo storico conduttore. Non è mancato Obama, Bill Clinton, Arnold Shwarzenegger e "the last but non the least" Tony Bennet, che ha voluto dedicare a Larry la sua canzone più famosa "The best is yet to come" (traduzione: il meglio deve ancora arrivare).

La puntata, che potete trovare anche su youtube, è stata emozionante ma niente a che vedere con le trasmissioni strappa lacrime che noi, spettatori italiani siamo costretti a vedere ogni giorno. Un Larry visibilmente emozionato, aveva già annunciato il suo ritiro questa estate e lascerà il timone non solo della trasmissione ma anche della rete CNN al giovane giornalista Piers Morgan. Morgan ha già dichiarato che cambierà tutto lo show e che non inviterà gli ospiti che ritiene superficiali; ha fatto il nome di Madonna e Lady Gaga.

Quando ho letto la notizia del pensionamento di Larry King mi sono fatta una domanda (sono sicura che è la stessa vostra), perché in Italia non seguiamo il suo esempio? Intendo dire, lasciare la poltrona libera e dare una possibilità ai giovani. Perché ogni tanto non prendiamo qualche buon esempio e non soltanto quelli pessimi? Per concludere vi saluto come ha fatto "il re" con il suo pubblico: non so cosa dire, ma a voi, mio pubblico, dico grazie. Non dirò addio. Che ne dite invece di un arrivederci?

Se vi fa piacere dare un'occhiata al saluto di Larry, ecco il relativo video di TuTubo.

Dicembre 2010